ALIGI SASSU artista nato nel 1912 a Milano di origini sarde, rivoluzionario del colore ospite al Palazzo del Credito Bergamasco.

Di stampo comunista tanto da essere rifiutato alla mostra concorso di Bergamo nell’epoca Fascista, si scaglia contro gli autori del rifiuto della sua opera intolata “I TRE CAVALIERI”:sul retro della tela i nomi e gli insulti. Opere perduta e ridipinta dall’artista su base dei suoi disegni preparatori ma con toni e colori più vivaci in netta contrapposizione con quello precedente.

A Palazzo i quadri, provenienti da diverse collezioni e da privati, come l’opera qui sopra ritrovata solo nel 2015, si susseguono in ordine di tema. Dallo sport, al periodo degli uomini rossi, paesaggi, i quadri di influsso impressionista e i famosi cavalli per il quale è diventato celebre. I cavalli sono il suo tema preferito e di certo quello in cui si esprime meglio. Ci sono anche i cavalli verdi in mostra, sembrerebbe quasi un De’ Chirico, e invece quest’opera riflette i racconti di una madre a suo figlio : i cavalli verdi che arrivavano dal bosco, una sorte di fiaba che così vuol ricordare.

Lavora a fianco del Manzù in una vecchia soffitta in città e con lui passa splendide giornate nella casa sul lago d’Iseo dopo il soggiorno parigino che lo influenzerà nel tratto pittorico inconfondibile in alcune sue opere.

Irriverente e con sottili ma nemmeno molto riferimenti politici, molte delle sue opere hanno scatenato dibattiti.

Bellissimi anche gli interni dei caffè parigini: donne e uomini dell’alta società si contrappongono a uomini della bassa società e alle prostitute, dipinte come donne di spettacolo, belle, appariscenti nei loro abiti scollati e le loro acconciature in un turbinio di colori che fa sognare il fascino della belle epoque…

Palazzo del Credito Bergamasco, Bergamo.

Fino al 2 novembre 2018, ingresso libero