
Gres Art 671, Bergamo
Dopo Mantova, l’Italia ospita ancora Isaac Julien: Museum Dreams, il titolo della mostra, apre domani allo spazio espositivo del Gres Art 671 a Bergamo. Artista inglese, nato a Londra nel 1960, Isaac Julien è una figura chiave che mette in dialogo arte, video installazioni e musica raccontando storie e persone.

L’artista ci ha presentato e spiegato il significato delle sue opere e della ricerca nelle cinque grandi installazioni video multischermo, di cui quattro sono in indite in Italia, insieme a materiali d’archivio e sculture oltre ad immagini fotografiche che rappresentano il lavoro dietro le quinte dell’artista.
Interessante è il percorso espositivo che si suddivise in una sequenza di ambienti in cui si può entrare ed uscire e che dialogano fra loro, oltre alla possibilità di immergersi attraverso un’esperienza audio per estraniarsi dal mondo che ci circonda e immergersi completamente nelle opere dell’artista. Questa mostra riunisce un lavoro di oltre tre decenni di Isaac Julien che è entusiasta delle presentazione delle sue opere in questo concetto di dialogo continuo fra loro in una installazione creata appositamente per questa esposizione.

Gres Art 671 è uno spazio, un ex architettura industriale rivisitata perché diventi uno spazio di convivio e di confronto per la comunità, che offre non solo mostre ma anche spazi vivibili per le persone, dove si può lavorare e studiare ma anche vivere per un caffè e non solo. In questa concezione Gres Art 671 restituisce a Bergamo uno spazio che era abbandonato e degradato rendendolo unico e che va ben oltre il museo.
Come già visto nell’installazione di Julien Isaac al Palazzo Te di Mantova, le installazioni video sono disposte in modo che l’osservatore si possa muovere all’interno dello spazio costruendo il proprio percorso visivo. Le installazioni all’interno del percorso della mostra sono suddivise in più schermi ma anche a schermi multipli 2,3 o 5, uniti per formare un’unica opera d’arte che si compone di video differenti ma complementari.

Cinque grandi installazioni dunque: “ The Long Road to Mazatlàn” 1999, “Vagabondia” 2000, “Baltimore” 2003, “A Marvellous Entanglement” 2019, “Once Again” 2022.Nell’istallazione Vagabondia girata all’interno del “Sir John Soane’s Museum” di Londra, una curiosità che ci fa notare l’artista è la voce della protagonista che si muove all’interno delle scena e che interpreta la compianta Cleo Sylvestre, conservatrice del museo. “Creolo”, una lingua sviluppata all’interno delle popolazioni schiavizzate e tuttora in uso: la voce della protagonista è della madre dell’artista Julien Isaac. Spesso all’interno dei suoi lavori Julian ritorna sul tema delle istituzioni museali, riflettendo su cosa oggi dovrebbe essere e cosa dovrebbe rappresentare e raccontare: non solo collezionare esporre ma condividere e mettere in relazione gli oggetti con la storia e le persone.
Un’altra interessante installazione, che mi ha colpito molto per la sua sensibilità emotiva e poetica è “ In Once Again” anche qui l’artista torna a confrontarsi con il museo, come luogo di sogni e interrogazione lirica, restituendoci un ampio lavoro di archivio, di film e ricerca realizzato in occasione del centenario della Barnes Foundation di Philadelphia. In questo spazio a cinque schermi accompagnato da manufatti e sculture afroamericane l’artista incentra l’importanza della storia e della cultura africana e della modalità in cui le opere d’arte che la rappresentano sono sono collezionate, esposte ed interpretate.
La mostra di Isaac Julien ci invita a prendere uno spazio-tempo per sognare, per riflettere, fatto di arte di musica. Vi lascio una frase all’interno dell’installazione “A Marvellous Entanglement” con Lina Bo Bardi, architetto delle più celebri opere del Brasile, in connessione con la visione di Isaac di luoghi pubblici, teatri, musei, biblioteche come performance culturale viva e non come semplici spazi espositivi.
”Il tempo lineare è un invenzione occidentale, il tempo non è lineare, è un meraviglioso intreccio, in cui in ogni momento si può scegliere un punto e inventare soluzioni senza né un inizio né una fine…

ISAAC JULIEN
MUSEUM DREAM
a cura di Nathan Ladd
10 aprile-4 ottobre 2026
Gres art 671
Bergamo, via San Bernardino 141
www.gresart671.org
mercoledì-domenica ore 10:00-21:00
Biglietti prenotabile online
Intero 12 €, ridotto 9 €, gratuito under 12




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