MONZA

Il tesoro di cui parliamo oggi è davvero antico e ha una storia meravigliosa: è il Tesoro Longobardo!

Andiamo alla scoperta degli affreschi della REGINA TEODOLINDA e del suo tesoro, oggetti di valore inestimabile che hanno viaggiato nel mondo attraverso i secoli, contesi, rubati e a volte distrutti durante l’era napoleonica: eh sì anche l’imperatore NAPOLEONE quando arrivó in Italia ne rimase incantato. Secoli di storia si avvicendano raccontando la storia di questo tesoro reale oggi conservato in parte nel duomo di Monza e nel suo museo.

Ma andiamo con ordine, parliamo della principessa bavara Teodolinda, due volte sposa di re Longobardi. Dopo il primo matrimonio con il Re Autari, il secondo fu da regina alla quale fu concesso da prima di governare da sola dopo la prematura morte del suo consorte, pare avvelenato, e poi di scegliere il suo futuro sposo: il Re Agilulfo.

Nella cappella laterale all’altare del Duomo un ciclo di affreschi racconta la sua storia in un susseguirsi di vignette a spirale che portano lo spettatore a girare su stesso per leggerne i contenuti.

Dalla sua prima presentazione al marito, al matrimonio, al suo passaggio da vedova al potere per poi arrivare al secondo incontro con il futuro marito, il secondo matrimonio di cui celebre è la raffigurazione della festa: a tavola sono presenti i famosi confetti, che pare una volta fossero semplicemente piccoli frutti disidratati e ricoperti di zucchero.

Sorprendente la tecnica mista di questo ciclo di storie :affresco, ripreso con tempere, gesso in rilievo per i particolari delle corone, delle bardature dei cavalli e le decorazioni degli sfondi ricoperti poi in foglia d’oro. Le armature dei cavalieri e gli abiti della stessa regina appaiono a noi, oggi, neri ma in realtà erano in lamina d’argento che purtroppo si è ossidata nel tempo e che è risultata difficile anche nel restauro completato da poco.

Il restauro della facciata del duomo è ancora in corso mentre quello della cappella ormai è terminato e ha consentito di assicurare una continuità agli affreschi deteriorati in gran parte dall’umidità.

Gli artisti che hanno realizzato questo ciclo sono la famiglia ZAVATTARI che ben in una nota all’ingresso della cappella sottineano come la cupola non sia di loro mani orgogliosi della loro opera di affreschi.

Il ciclo si alterna a fasce a spirale per dare modo allo spettatore di vedere nel dettaglio le scene di vita più importanti della Regina Teodolinda come il sogno in cui un colomba porta il messaggio di Dio di edificare una chiesa: Teodolinda credette nel sogno e si mise in viaggio, distrusse i simboli pagani e innalzó la chiesa dedicandola a San Giovanni Battista.

Entrando nel Duomo, poco prima della cappella sono visibili a terra i resti della chiesa sulla quale fu edificato l’attuale edificio cristiano nel 1300.

La regina fu sepolta all’interno del Duomo, più volte spostata, la sua tomba oggi si trova dietro il piccolo altare che costudisce uno dei primi tesori di questa storia fantastica : la CORONA FERREA .

Questa corona così detta perché in origine costudiva uno dei chiodi della croce di Gesù Cristo: incastrato a perno è andato perso, rubato nel corso dei secoli insieme alle due placche d’oro facenti parte della corona, oggi ne ha soltanto sei e sono tenute insieme da un cerchio d’argento al suo interno.

Questa corona e la sua croce ebbero un’importanza fondamentale nella storia dei re: utilizzata da Carlo Magno fino ad arrivare nel 1805 a Napoleone che se la mise in testa dicendo la celebre frase :Dio me lha data, guai a chi me la toglie!

In ultimo fu l’imperatore d’Austria ad essere incoronato con la stessa.

Oggi è conservata nella cappella, dentro un piccolo altare cui sopra ve n’è una copia insieme alla croce che portavamo al collo al momento dell’incoronazione i futuri regnanti e di cui l’originale è invece conservata nel museo di Monza insieme al resto del tesoro.

Il tesoro: due croci impreziosite da pietre preziose e perle, il calice in cobalto blu, di epoca romana, e base in oro lavorata, la corona appartenuta alla Regina Teodolinda e un vassoio con chioccia e pulcini che beccano, quest’ultimo ritrovato nella tomba della regina insieme ad altri piccoli suppellettili in oro e suoi resti ossei.

La chioccia con i pulcini potrebbe rappresentare la simbologia della regina attorniata e protetta dai longobardi: assieme ad essa portata da un prete, si vede raffigurata nella stessa scena, all’interno del ciclo di affreschi della cappella, il famoso calice in zaffiro blu che la regina porgeva al suo nuovo sposo, colmo di vino, a fronte di sigillare la loro promessa di matrimonio.

All’ingresso del duomo, nella lunetta facente parte dell’ingresso, sulla facciata, possiamo ritovare la regina che porge la corona ferrea, il manufatto della chioccia con i pulcini e sulla sinistra altre tre corone. Una di esse è conservata al museo e pare sia attribuibile alla Regina Teodolinda.

Altre corone e ALTRI oggetti del tesoro sono andati perduti con la razzia delle truppe napoleoniche che saccheggiarono il tesoro e lo fusero per farvi monete.

Ma in buona parte il tesoro è sopravvissuto fino ai giorni nostri, insieme a diversi suppellettili arrivati dalla terra santa e donati da Teodolinda alla chiesa.

Questa è una parte di una bellissima storia che merita una visita al Duomo, alla sua cappella e al suo favoloso tesoro… Perché ricordate che è una gran fortuna poter vedere con i propri occhi cotanta meraviglia!

Vi ricordo che per vedere gli affreschi della Regina Teodolinda e la CORONA FERREA è necessaria la prenotazione.

Si può combinare la visita guidata alla cappella con la visita al Museo adiacente al Duomo.