Roberta Damiata – Diarkos

Quando mi è stata proposta la possibilità di recensire Coco Chanel “La donna che ha rivoluzionato il mondo della moda”, la mia prima reazione è stata di sincera perplessità. Coco Chanel è una figura talmente conosciuta, raccontata e analizzata da far pensare che su di lei fosse già stato scritto tutto. Libri, saggi, articoli di moda: cosa poteva esserci ancora di nuovo su un personaggio così iconico?

Eppure, già dai primi capitoli, il libro di Roberta Damiata smentisce completamente questa impressione. Ciò che emerge fin da subito è la diversità dello sguardo: non una semplice biografia della stilista, ma un racconto profondamente umano, quasi cinematografico, che accompagna il lettore dentro la vita di Gabrielle Chanel ben prima che diventasse “Coco”, ben prima che diventasse un’icona della moda.

La narrazione prende avvio dalla Francia del 1833, con un andamento non lineare che procede per salti temporali, avanti e indietro, per ricostruire non solo la vita della protagonista, ma anche quella dei suoi genitori, Albert Chanel e Jeanne. Una famiglia povera, giovane, emotivamente fragile, segnata da un padre irrequieto, vagabondo e donnaiolo, e da una madre che, nonostante tutto, continua a cercarlo fino alla morte. È una scelta narrativa potente, perché permette al lettore di comprendere il contesto umano e sociale in cui Coco nasce e cresce, un aspetto troppo spesso trascurato in favore del solo percorso stilistico.

L’infanzia di Chanel viene raccontata con grande attenzione ai dettagli: il rapporto con le sorelle, la precarietà, le prime responsabilità, fino all’ingresso nell’abbazia del Sainte-Cœur de Marie ad Aubazine, gestita dalle suore. Qui Gabrielle assorbe disciplina, rigore e senso dell’ordine, ma anche suggestioni visive destinate a segnare il suo futuro. Le vetrate dell’abbazia, nelle quali avrebbe intravisto le celebri doppie “C”, diventano un simbolo affascinante di un destino che si sta silenziosamente preparando. Anche il soprannome “Coco” – che lei non amò mai – viene raccontato nella sua origine e nel suo peso identitario.

E’ sempre nell’abbazia che ha il primo approccio con la musica, Gabrielle canta nel coro e più tardi, nella sua vita questo la condurrà ad esibirsi nei caffè insieme alla sorella. Ottiene un buon successo interpretando brani popolari, tra cui quelli che contribuiranno a fissare il nome “Coco”, nato proprio da una canzone che il pubblico le associa. È un periodo fatto di entusiasmo ma anche di difficoltà, che la porta prima a Moulins e poi a Vichy, elegante località termale dove, nonostante la sua discreta bravura, lontana dalla gente che la conosceva ed apprezzava nel piccolo paesino, fatica ad inserirsi come cantante: Chanel è costretta a lavorare distribuendo bicchieri di acqua termale per sopravvivere.

È proprio a Vichy che incontra una figura destinata a cambiare la sua vita: Étienne Balsan. Ricco, ben introdotto nell’alta società, Balsan le apre le porte di un mondo fatto di relazioni, aristocrazia e opportunità, ma allo stesso tempo la tiene ai margini per via delle sue origini non nobili. Questo senso di esclusione sociale, già vissuto nell’orfanotrofio, segnerà profondamente Chanel per tutta la vita.

Nel mondo che ruota attorno ai cavalli e all’equitazione, Gabrielle compie uno dei suoi primi gesti rivoluzionari: indossa pantaloni da cavallerizza come un uomo, rielaborando capi maschili visti all’ippodromo. Non è ancora moda, ma è già una dichiarazione di libertà. Poco dopo arrivano i primi cappelli, semplici, puliti, lontani dalle linee opulente del tempo.

Accanto a Balsan compare poi Arthur Capel, soprannominato “Boy”, il grande amore di Coco Chanel, a cui non saprà mai dichiararsi. A differenza di Étienne, Boy crede davvero in lei e la sostiene concretamente. Sarà lui a finanziare l’avvio della sua attività in segreto, spingendola verso Parigi, dove tutto avrà inizio ma Chanel scoperto il fatto renderà ogni soldo speso per lei da Boy, l’indipendenza come donna era sempre stata una sua priorità.

Nel 1909, Chanel apre la sua prima boutique al 21 di rue Cambon, dando vita a “Chanel Modes” e assume diverse modiste di rilievo. Il panorama parigino le offre incontri fondamentali, tra cui quello con Jean Cocteau, scrittore e drammaturgo francese, che le chiederà di realizzare i costumi per le sue opere teatrali, sancendo il dialogo tra moda e arte.

Nel 1913, Chanel si sposta a Deauville, località balneare dell’alta società. Qui apre una piccola boutique a due passi dal mare, ancora oggi visibile, affianca ai cappelli i primi abiti, i primi modelli creati per lei stessa ispirandosi ai capi dei fantini che aveva visto alla villa di Balsan, rivoluzionando l’idea stessa di eleganza femminile. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’aristocrazia lascia la città per tornare a Parigi. Chanel compie una scelta decisiva: tenere aperta la boutique. Quando molti tornano a Deauville in cerca di sicurezza e normalità, il suo negozio diventa un punto di riferimento.

A Biarritz, dove dopo una vacanza con Boy, ha l’intuizione di aprire una nuova boutique che avrà un grande successo e acquista Villa Larralde, trasformandola in un grande atelier frequentato non solo dall’aristocrazia francese, ma anche da quella spagnola. È qui che prendono forma i celebri tailleur Chanel.

Tornata a Parigi, Chanel affronta un periodo complesso anche sul piano personale. Il rapporto con Boy Capel si fa distante, mentre nella sua vita entra Misia, pianista e musa dell’ambiente artistico parigino, figura così importante da ispirare ancora oggi una fragranza della maison. In pieno contesto bellico, Chanel dimostra ancora una volta il suo ingegno inventando persino un servizio di trasporto per permettere alle clienti di raggiungere la boutique nonostante pioggia e difficoltà.

Il libro prosegue intrecciando eventi storici, politici e personali, mostrando una Chanel sempre più consapevole del proprio ruolo. Nel panorama della moda parigina emerge anche Christian Dior, protagonista di una rivoluzione opposta ma altrettanto significativa: se Dior celebra la struttura e l’opulenza, Chanel resta fedele a un’eleganza essenziale e funzionale.

Uno degli aspetti più straordinari del volume è il lavoro sulle fonti. Le note non sono semplici chiarimenti, ma veri ampliamenti narrativi: atti di nascita, matrimonio e morte, numeri di archivi, indicazioni precise su dove poter visionare i documenti originali. Un livello di ricerca rarissimo, che testimonia l’enorme lavoro svolto dall’autrice Roberta Damiana.

Negli ultimi capitoli, Damiata analizza il modello di business Chanel e l’eredità lasciata dalla fondatrice: il profumo Chanel N°5, la borsa 2.55, il tailleur, simboli di un sogno che continua a vivere. Nell’ultimissimo capitolo, l’autrice accompagna il lettore in quella che potremmo definire la Francia di Coco Chanel: un viaggio attraverso tutti i luoghi che hanno segnato la vita della stilista. Dalla cittadina in cui è nata, al convento dell’infanzia, passando per la Parigi dell’ascesa, le boutique storiche, le dimore, le case estive e le numerose residenze che hanno scandito le diverse fasi della sua esistenza. Il percorso si chiude idealmente con il museo Chanel di oggi, creando un ponte tra passato e presente.

La donna che ha rivoluzionato il mondo della moda è molto più di una biografia: è un’opera completa, coinvolgente, rigorosa. Avendo letto e recensito numerosi libri di moda, posso affermare senza esitazione che questo volume mi ha completamente soddisfatta sotto ogni aspetto.

Il lavoro di Roberta Damiata è straordinario e rende questo libro un titolo imprescindibile per chi ama la moda, la storia e la figura di Coco Chanel: una ricostruzione minuziosa, appassionata, mai banale, capace di restituire tutta la complessità di Gabrielle come donna, imprenditrice, creatrice e figura storica. 

Potete trovare disponibile il libro COCO CHANEL, la donna che ha rivoluzionato la moda, sul sito della casa editrice DIARKOS.