Quante volte ci è capitato di soffermarci davanti ad una vetrina? Con l’avvicinarsi delle feste si trasformano in vere opere d’arte ma certamente per le grandi maison sono un vero biglietto da visita, un connubio tra moda e arte.

Moltissime le collaborazioni con artisti, spesso le vetrine sono oggetto di tale bellezza creativa da essere inserite in libri dedicati esclusivamente a loro, come nel caso di Louis Vuitton. Ma spesso tali creazioni vengono smontate e dimenticate: oggi la Maison Hermès dona le installazioni artistiche di GianMarco Porru, realizzate per Milano, alla Biblioteca Sormani. Pegaso vola verso le nuvole per raccogliere il frutto migliore, da qui nasce il titolo dell’opera “E’ tempo di marmellata”! Si tratta dell’anno 2024 in cui la Maison francese sceglie come tema “Lo spirito del Faubourg” storica via del primo negozio.

Nato a Oristano nel 1989 e oggi attivo a Milano, GianMarco Porru intreccia mito, rito e contemporaneità in un linguaggio che unisce performance, installazione, fotografia e video. La sua ricerca nasce dal Mediterraneo, dalle leggende e dalle voci arcaiche che ancora abitano il presente.

Formatosi all’Accademia di Brera, Porru costruisce narrazioni dove il corpo e la memoria diventano strumenti di conoscenza. Nella performance “MEDEA” (MA*GA, 2021), in collaborazione con Mariasilvia Greco, il mito della straniera si trasforma in riflessione sull’identità e sull’esilio. Con “LSDP (the moon chapter)”, rilegge Le Sacre du Printemps di Stravinskij insieme a Gilda Manfrin e Marco Rambaldi, creando un rito visivo e sonoro sulla rinascita.

In opere come “Stazione Celeste” (MA*GA, 2023) o “Sweet Fritters Ballad” (Photo Vogue Festival 2022), Porru evoca divinità, costumi e riti popolari, trasformandoli in visioni poetiche dove il tempo diventa circolare.

Il suo lavoro è un continuo attraversamento: tra passato e futuro, umano e divino, realtà e mito.