ROMA

Raffaello Sanzio, 1520- 1483 celebre pittore del Rinascimento, molti piansero la sua morte a Roma. È da qui che parte la mostra, dalla morte dell’artista, con la riproduzione a grandezza reale, della tomba del pittore al Pantheon.

Fu una febbre alta che lo spense, dopo 8 giorni di sofferenza, tra le braccia delle sua amata Margherita Luti, non prima di renderla immortale nel celebre ritratto ” La Fornarina”. Fissò il suo nome su di un tessuto portato al braccio dell’amata, con la scritta: RAPHAEL VRBINAS, per renderla sua per sempre.

204 opere, prestate dai musei di tutto il mondo: dalla National Gallery di New York, al Louvre, otre cinquanta dipinti da Firenze e non manca un prestito dalla Regina Elisabetta II. Presenti a confronto i ritratti di Giulio II e Leone X, i due papi che fecero grande Roma e che diedero lustro a Raffaello.

L’incanto di poter vedere i bozzetti dell’artista accanto all’opera compiuta. Una mostra esaustiva che raccoglie ma offre anche riflessioni nuove sull’artista. La potenza e la maestosità dei suoi corpi ma anche la grazia e l’eleganza delle sue pennellate.

Non solo pittore ma anche architetto e umanista. Di tale importanza da essergli concesso tutto ma il grande amore per la donna che amava follemente fu la cosa per lui più importante. La immortalò in diverse opere, fu la sua musa: la celebrò nella sua totale grazia.

Sì pensa si fossero sposati in segreto anche se non ve n’è prova certa. Tale era il loro amore che alla morte di Raffaello, ella si ritirò in convento per il resto dei suoi giorni.

Raffaelo fu seppellito come suo volere sotto la statua della Madonna da lui scolpita. ” Qui giace Raffaelo, quando fu in vita la Natura temette di essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”.

ROMA

fino al 2 giugno

Scuderie del Quirinale,

Via ventiquattro Maggio, 16